Studenti e affitti 14/04/04
Parto dalla mia esperienza personale che considero fortunata rispetto a quella di molti altri studenti che giungono spaesati nella grande città Ho cambiato due abitazioni prima di trovare quella definitiva e in entrambi i casi ho avuto un regolare contratto e persino intestato a tutti gli affittuari. Sicuramente però non va altrettanto bene alla maggior parte degli studenti fuorisede che si trovano di fronte a prezzi alle stelle, alloggi spesso non adatti e purtroppo anche all’obbligo di pagamenti in nero. Per una stanza doppia io pagavo 500 mila lire il primo anno e 200 euro il secondo in una casa da noi però arredata. Queste cifre che mi sembravano esagerate le considero oggi quasi un miraggio visto che il costo di una camera in condivisione in zona universitaria supera in media, secondo una recente inchiesta, i 300 euro soprattutto se la ricerca avviene nei mesi di settembre e ottobre.
Il problema coinvolge tutte le fasce di reddito in quanto anche parte degli studenti più disagiati si trovano alle prese con i problemi della caccia al posto letto. Se pensiamo infatti che gli studenti definiti “fuori sede” (residenti ad una distanza maggiore di 90 km) sono circa il 20/25 % degli iscritti, considerando solo le università pubbliche si parla di almeno 25000 studenti sui 130000 iscritti. I fondi stanziati dall’ISU consentono la disponibilità di circa 1300 posti letto su 7000 idonei alla borsa di studio. Facendo due conti risulta che solo un 5% dei fuori-sede alloggia in uno studentato e che nemmeno tutti i giovani economicamente disagiati hanno la possibilità di usufruire del servizio alloggio.
Da qui le considerazioni: è assolutamente necessario aumentare i fondi destinati non solo alle borse ma anche per i servizi collaterali, soprattutto in considerazione del fatto che le università italiane offrono complessivamente 27000 posti letto contro i 140 della Germania e i 120 mila della Francia.
Visto che questa speranza è vana il modo più rapido per aiutare gli studenti credo sia quello di promuovere la realizzazione in tutte le università di sportelli web in cui sia possibile per gli studenti cercare l’alloggio ideale. Questo tipo di progetto sta realizzandosi come primo esempio in Italia di impegno concerto degli atenei in questo campo proprio al Politecnico attraverso la cooperativa University Lab. L’università in questo caso deve accollarsi le spese di gestione e mantenimento del sito e in cambio tutti gli studenti iscritti possono consultare le pagine attraverso un accreditamento dato da matricola e codice segreto. Gli annunci possono essere inseriti da esterni e vengono sottoposti ad un periodico controllo da parte dei gestori. Questo sistema permetterebbe agli studenti di muoversi facilmente tra un ampio numero di offerte, minimamente selezionate, con facilitazioni per ciò che concerne la stipula di contratti e soprattutto senza le spese dovute alla mediazione di una agenzia o di siti simili ma gestiti da privati. La commissione dovuta alle agenzie non è da trascurare perché è pari ad una o due mensilità. Nel frattempo è utile sensibilizzare gli studenti anche sul tema dei contratti perché sembra impossibile, ma il 50 % degli studenti dice di non avere contratto o comunque di non sapere a quali condizioni contrattuali sia sottoposto: questo è grave non solo dal punto di vista economico, ma anche per ciò che concerne il rispetto dei diritti affittuari. Si auspica inoltre un livellamento verso il basso del costo di affitto.
Uscendo dall’ambito strettamente universitario la nostra speranza è quella di vedere in atto i progetti che da tempo il comune ha in mente a partire dalla ristrutturazione delle soffitte dove non è possibile far alloggiare intere famiglie (sotto il controllo dell’ ALER), alla costruzione di vere e proprie residenze studentesche in zone specifiche della città, alla collaborazione stretta con il nuovo consorzio delle università pubbliche che sembra nascerà per far fronte alla gestione decentrate delle risorse per il diritto allo studio. Infine, un’ idea interessante da seguire è quello della convivenza tra anziani e studenti. Su questa linea è attivo a Padova il progetto “Non più da Soli”, che si ripresenta sotto diversi nomi, in altre città italiane e straniere. Credo potrebbe essere interessante studiarlo e studiarne l’applicazione anche e soprattutto in una grande città come la nostra dove l’essere anziani può significare isolamento e mancanza di attenzioni: in cambio di alloggio la presenza di uno studente può portare conforto e aiuto nel bisogno.
I documenti di riferimento
☺ STUDIARE E VIVERE A MILANO
Indagine sui bisogni di accoglienza degli studenti degli atenei milanesi Convegno 27 novembre 2003 http://www.meglio.milano.it/htm/proget/accogl/universita/4_conclusioni.htm
Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università di Milano Bicocca Laboratorio Cati Rapporto di ricerca
a cura di Antonio Schizzerotto e Federico Denti
☺ RAPPORTO ANNUALE SUL DIRITTO ALLO STUDIO
Sul sito del ministero molte statistiche relative agli atenei italiani
☺ UN CONSORZIO PER LE CASE UNIVERSITARIE
Un articolo del Corriere sullo recente cancellazione degli ISU
http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/dorsi/2004/04/14/cronaca%20milano/52_RETT.shtml